Soltanto in Italia, secondo quanto riporta il Ministero della Sanità, si ha un consumo medio pro capite di olio vegetale pari a 25 Kg (sia diretto che indiretto tramite altri alimenti consumati).
E’ stimato che nel suo uso complessivo ne viene assorbito circa l’80%, mentre il restante 20% sotto forma di olio esausto (280.000 tonnellate circa!).
L’olio vegetale esausto è per lo più il residuo dell’olio di frittura ed è quindi colmo di residui solidi e composti inquinanti secondari che si sono formati in seguito all’ossidazione (decomposizione) dell’olio durante la frittura.
Alcuni di questi prodotti “di reazione” sono volatili per cui vengono immediatamente dispersi nell’aria durante la frittura. Altri restano nell’olio e si accumulano insieme ai residui alimentari carbonazzati con conseguente deterioramento dell’olio.
E’ per questo che l’olio per friggere andrebbe usato una sola volta.
L’olio Vegetale esausto è riciclabile?
Anche l’olio vegetale esausto, come quello minerale è rigenerabile con conseguente risparmio di materie prime e minore impatto ambientale. Il suo recupero infatti impedisce la sua dispersione nell’ambiente e permette la sintesi di un buon combustibile alternativo a quelli tradizionali.
In Italia esiste un sistema di raccolta differenziata porta a porta basato su convenzioni tra le ditte private raccoglitrici ed i produttori di olio vegetale esausto. Una complessa lavorazione di raffinazione permette di raggiungere delle caratteristiche che rendono l’olio rigenerato adatto alla miscelazione ad
olio minerale lubrificante, bitumi stradali ed emulsionanti.
Il problema è che allo stato attuale
è assente un servizio di recupero comunale per l’olio esausto di origine domestica, per cui molte famiglie riversano il rifiuto nelle condotte di scarico con conseguente inquinamento delle acque e del suolo, affaticamento dei depuratori e dispersione nell’ambiente di una fonte combustibile alternativa!
Fino a poco tempo fa una parte dell’olio (ben l’80% rispetto al 20% di olio riutilizzato dal settore industriale non alimentare) veniva anche utilizzato nella mangimistica animale. Poi è scoppiato lo scandalo “diossina” nei polli in Belgio e la situazione è cambiata: è bene precisare che l’olio vegetale esausto non può in alcun modo contenere diossine.
Lo scandalo belga infatti è stato dovuto infatti ad una scorretta gestione dell’olio esausto che ha visto finire olio minerale all’interno di contenitori dediti alla raccolta dell’olio vegetale. Nonostante ciò, in virtù del forte scandalo, gli allevamenti italiani hanno deciso di non utilizzare più farine animali addizionate con oli vegetali usati.
Così è sorto il problema del recupero e riutilizzo di tutta quella grande quantità di olio vegetale usato che prima era destinato alla mangimistica animale.
La risposta migliore è
la conversione in bio-diesel, il carburante alternativo al gasolio che in virtù alle sue origini vegetali con consuma risorse minerali e non inquina quanto quest’ultime.
Ma perché l’olio esausto, sia vegetale che minerale, è così dannoso?
Come precedentemente detto, l’olio, una sostanza organica grassa e idrofoba, si biodegrada lentamente, per lo più in assenza di ossigeno a patto che siano presenti nell’ambiente determinati microrganismi, crea una pellicola sul pelo dell’acqua e intorno alle particelle del terreno che impedisce la diffusione dell’ossigeno ed il passaggio di luce.
Quindi la sua degradazione chimico-fisica necessita di particolare condizioni relativamente poco comuni mentre impoverisce rapidamente gli ambienti acquatici di ossigeno e luce con conseguenti danni alla fauna sia ittica (per anossia) che microbica del sottosuolo.
Non solo esso crea una barriera per l’assorbimento dei nutrienti da parte delle radici delle piante e se raggiunge la superficie della falda acquifera può scorrere con essa ed essere captata dai pozzi con conseguente decadimento della qualità dell’acqua.
Questo appello raccoglie firme per:
- far conoscere a tutti il problema dell'olio esausto anche a livello domestico,
- sensibilizzare le famiglie italiane affinché usino meno la frittura come sistema di cottura, e in caso, usando sempre olio fresco,
- spingere lo stato e quindi i comuni a raccogliere e differenziare l'olio vegetale esausto di origine domestica affinchè venga recuperato e non disperso nell'ambiente!
Fai girare questo appello, passa parola,
grazie!