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Basta con bambini drogati da zuccheri e psicofarmaci Oggi che si fa un gran vociare di ADHD, la sindrome da iperattivita' e deficit dell'attenzione che andrebbe curata con psicofarmaci tipo il Ritalin, comode nuove malattie che richiedono nuove droghe che fanno la gioia dell'industria...

APPELLO IN DIFESA DEL SERVIZIO POSTALE PUBBLICO.

proposta il: 10/04/2010         firme: 41
APPELLO AI CITTADINI UTENTI DI POSTE ITALIANE,
PER DIFENDERE IL SERVIZIO PUBBLICO. CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE E LA RIDUZIONE DEL SERVIZIO.

Il 9 marzo 2010 poste italiane ha presentato un’ipotesi di riorganizzazione del servizio di recapito che prevede da 9.218 a 10.571 tagli del personale.

Considerando che la situazione dell’azienda, attualmente, è caratterizzata da una carenza considerevole di personale, che già pregiudica la regolare fornitura del servizio, questi ulteriori tagli comporterebbero il definitivo tracollo del servizio di recapito della corrispondenza e la fine del “servizio postale universale”.

Considerando che tale necessità è motivata dall’azienda dalla necessità di bilanciare un presunto calo dei volumi di posta trattati, in una logica, esclusivamente di mercato, di costi e ricavi.

Considerando che, ormai da anni, i bilanci di poste italiane sono in crescente attivo.

Considerando la necessità/possibilità di fornire nuovi servizi all’utenza, offerta dalle nuove tecnologie.

Considerando, alla luce di quanto esposto, che la riorganizzazione proposta risponde esclusivamente a logiche di mercato, dettate dalla privatizzazione, trascurando completamente il diritto dei cittadini ad un servizio postale pubblico moderno ed efficiente.

Considerando che l’operazione proposta porterà alla chiusura di ulteriori uffici di recapito con conseguenti disagi per l’utenza.

Considerando che già ora, la separazione dagli sportelli del Bancoposta degli uffici di recapito e l’accorpamento di questi ultimi presso i Centri di Distribuzione, comporta, per gli utenti interessati, la necessità di percorrere anche decine di chilometri per il ritiro della corrispondenza.

Considerando che, questo tipo di gestione, prediligendo esclusivamente il profitto, tende chiaramente ad annullare la valenza di servizio pubblico svolto da Poste.

Chiediamo di sostenere la presente petizione, proposta dal sindacalismo di base della categoria, allo scopo di ottenere:

- L’assunzione di personale sufficiente a coprire tutti i posti vacanti nel bancoposta e nel recapito.
- un servizio postale pubblico, moderno ed efficiente.
- La presenza di uffici postali con servizi di bancoposta e di recapito in tutti i comuni.
- La tutela dei piccoli risparmiatori.
- Il ripristino di un servizio di posta economica, € 0,45 e l’abolizione della tariffa unica prioritaria di € 0,60.

UNA SOCIETÀ CIVILE SI RICONOSCE ANCHE DAI SERVIZI CHE OFFRE AI CITTADINI!

(Di seguito, l'informazione distribuita all’utenza).


APPELLO AI CITTADINI UTENTI.
30 APRILE 2010
I LAVORATORI POSTALI SCIOPERANO IL
PER DIFENDERE IL SERVIZIO PUBBLICO E
10.000 POSTI DI LAVORO, CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE!!

Ci rivolgiamo a tutti i cittadini delle città metropolitane e dei quartieri extraurbani, delle province, dei paesi grandi e piccoli, delle campagne e delle comunità montane che ogni giorno aspettano l’odiata bolletta o la sospirata pensione, il vaglia ed ogni altro tipo di corrispondenza.

 Non tutti sanno che Poste Italiane dal ’98 è divenuta Società per Azioni. Da allora, con un gioco di cessione/riacquisizione dei servizi, riorganizzazioni etc. ha tagliato circa 70.000 posti di lavoro. In ogni fase, inevitabili disservizi e perdita di qualità nel recapito (l’esempio negativo dei pacchi esternalizzati è in tal senso significativo).

 Non tutti sanno che Poste Italiane S.p.A. ha l’obbligo di consegnare la corrispondenza su tutto il territorio nazionale, tutti i giorni lavorativi, a tutti ed alle medesime condizioni e prezzi. Per fare questo, per garantire il servizio universale, gli è concesso di svolgere il servizio in condizioni di sostanziale monopolio e di ricevere sovvenzioni pubbliche.

 Non tutti sanno che tra poco non sarà più così.


Con un bilancio in attivo, negli ultimi otto anni, di centinaia di milioni di euro, ed un Amministratore Delegato (il manager pubblico più pagato d’Italia, con 1,6 milioni di euro nel 2008), Poste Italiane S.p.A. ha deciso di affossare definitivamente il servizio di recapito con un progetto di riorganizzazione che mira solamente a fare cassa e non si cura affatto dei diritti dei cittadini-utenti, chiudendo ulteriori uffici sia postali che di recapito. Alla carenza cronica di personale che permette la consegna della corrispondenza solo quando si può, Poste Italiane S.p.A. con questa nuova riorganizzazione, vuole aggiungere altri 10.000 tagli tra portalettere e personale delle lavorazioni interne.

Chi ha già sperimentato cosa significa andare a ritirare della corrispondenza a decine di chilometri dal proprio ufficio postale, sappia che questo non è che l’inizio.
segue


Anzi e di più. Dal 2011 (liberalizzazione del mercato) è prevista la divisione contrattuale della nostra azienda, con la nascita di due nuovi soggetti, portalettere da una parte e uffici banco posta dall’altra. Un segnale di questo processo è la separazione dei punti di recapito dagli uffici postali e la creazione dei “centri di distribuzione”.
Noi invece pensiamo che recapito e bancoposta siano le gambe che possono permettere all’azienda di adempiere al suo compito di fornitrice di servizi. A tale proposito, crea enorme preoccupazione, l’idea di trasformare le poste in un’ennesima banca. Da azienda fornitrice di servizi, si sta trasformando in filiale dell’investimento finanziario, perdendo così, non solo la sua funzione tradizionale a difesa del risparmio pubblico dei cittadini, ma mettendo anche a repentaglio le garanzie a tutela dei piccoli risparmiatori.
Tutto questo causerà la fine del servizio pubblico postale in Italia.
Ma nessuno ne parla!!!!!

LOTTIAMO PER DIFENDERE 10.000 POSTI DI LAVORO,
Il 30 aprile 2010 i lavoratori di Poste Italiane scioperano.
Forse, come spesso accade, le TV e i giornali, pagati dagli stessi padroni che vogliono privatizzare tutto, nel proprio esclusivo interesse, non vi diranno il perché; parleranno solo dei disagi che vi arrecheremo.

Ora sapete come stanno le cose.

MANIFESTIAMO SOTTO IL MINISTERO DELL’ECONOMIA (PRINCIPALE AZIONISTA DI POSTE) IN VIA XX SETTEMBRE, A ROMA, DALLE ORE 10,00 ALLE ORE 15,00
DOVE TERREMO UNA CONFERENZA STAMPA.
Auspichiamo un vostro intervento diretto, rivolto a Sindaci ed Associazioni, per indurli a chiedere conto all’azienda Poste ed al Ministero del proprio operato, in difesa del servizio postale pubblico, degli uffici postali e del diritto al lavoro.
Sostenendo la nostra lotta difendete il vostro diritto ad un servizio pubblico ed efficiente.

Sui nostri siti tutte le informazioni necessarie.






COBAS del Lavoro Privato Settore Poste
Sede Nazionale: Viale Manzoni 55, 00185 Roma Sede Nazionale: Via Teodosio 9, 20131 MILANO
Tel. 0670452452 Fax 0677206060 Tel/Fax 02-2663474
poste@cobasposte.it - www.cobasposte.it cobaspt@tiscalinet.it - www.cobasptcub.it






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APPELLO IN DIFESA DEL SERVIZIO POSTALE PUBBLICO.
 
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L’associazione intende organizzare in un’unica federazione tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore privato, a partire dalle singole unità produttive.
www.cobasposte.it/
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