firme raccolte:
4.615

Basta con bambini drogati da zuccheri e psicofarmaci Oggi che si fa un gran vociare di ADHD, la sindrome da iperattivita' e deficit dell'attenzione che andrebbe curata con psicofarmaci tipo il Ritalin, comode nuove malattie che richiedono nuove droghe che fanno la gioia dell'industria...

NESSUN REGAL0 ALLE MAFIE

proposta il: 30/11/2009         firme: 2
Il Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine aderisce all'iniziativa dell'Associazione Libera volta a raccogliere firme per fermare la grande truffua della legge che permette di mettere all'asta i beni sequestrati alla mafia, dando così l'opportunità ai mafiosi di riacquistare i beni sequestrati.
FIRMA L'APPELLO DI LIBERA PER BLOCCARE
LA VENDITA DEI BENI CONFISCATI ALLE MAFIE
Niente regali alle mafie: i beni confiscati sono cosa nostra
Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati
alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da
Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.
Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati
che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E’ facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro
presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con
la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.
La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come
prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della
magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.
Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati. Si rafforzi, piuttosto,
l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta
attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di
giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia
civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti “cosa nostra”.

Comitato Cittadino Isola Pulita da tutte le MAFIE




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